lunedì 30 marzo 2026
Battaglia delle Alpi Occidentali 10- 15 giugno 1940 Le forze francesi nel sud della Francia
venerdì 20 marzo 2026
Le zone di influenza della Russia
martedì 10 marzo 2026
INFOCESVAM N. 1 DEL 2026. Gennaio Febbraio 2026, 1 marzo 2026
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XIII, 73/74/, N. 1, Gennaio -
Febbraio 2026, 1 Marzo 2026
XIII/1/1101- La decodificazione di questi numeri è la
seguente: XIII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1101
il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino
svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e
realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del
supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio
2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di
implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al
Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di
un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante
lo stesso argomento
XIII/1/1102 – Il 23
febbraio u.s. si è tenuta la sessione invernale per i Master di Storia Militare
Contemporanea, Politica Militare Comparata, Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale.
Anno Accademico 2024/2025. Si sono brillantemente laureati 21 Frequentatori.
XIII/1/1103 – Progetto 2026/1.
Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel Secondo dopoguerra 1946 -1977 – 165°
Anniversario dell’Esercito Italiano. Giovanni Riccardo Baldelli. Predisposto
manoscritto 1 per Volume I, II, III, IV, V. Tutti i volumi editi di questo
progetto, come degli altri progetti, sono finalizzati alla offerta formativa
dei Master come incremento delle “Letture Consigliate” e “Materiali per Tesi”.
XIII/1/1104- Utilizzo dei
Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata PROGETTI
NASTRO AZZURRO. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sullo stato
avanzamento Progetti. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna
18 Destinatari, inclusi tutti i partecipati alla realizzazione dei progetti.
XIII/1/1105 - Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12
agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80°
anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Manuel Vignola. . Predisposto il
Manoscritto 4. Per il Volume I.
XIII/1/1106 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze. Le testimonianze raccolte sono
pubblicate sulle filiere del CESVAM.
XIII/1/1107 – Progetto 2025/1.
La Fabbrica. Predisposta la Bozza 1 del Volumi I e del Volume II,. Inserimento
della Iconografia. Predisposizione delle Copertine. E’ prevista la edizione a
stampa per il mese di Marzo 2025
XIII/1/1108 – Progetto 2026/7.
I Padri fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare nel Risorgimento.
165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito. Manuel Vignola. Predisposto
schema per la edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1109 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALUMNI
MASTER CUSANO”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le
materie attinenti i Master. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data
odierna 80 Destinatari. Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie del
Master.
XIII/1/1110 – Progetto 2026/3.
Il Ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della Pace. Dalla teoria alla
pratica. L’Esperienza UNMIK (United Nation Interim Administration Mission in
Kosovo. Antonio Vittiglio. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1111 - Progetto
2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in
Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Stefano
Mangiavacchi. . Predisposto il Manoscritto 3. Per il Volume II. Elenco delle
Vittime con 1; da 2 a 9 ); da 10 a 49; da 50 a 99; oltre le 100 vittime. Individuazione
di luogo e data.
XIII/1/1112- Progetto
2026/8. Tecnologia Aeronautica. La Formula Trimotore . Storia della Aeronautica
Italiana. I Bombardieri strategici. Antonio Daniele. Predisposto lo schema per
CESVAM PAOERS
XIII/1/1113- Progetto
2024/ Monte Marrone. Il Significato strategico presso gli Alleati. Massimo
Coltrinari. Consegnato alla Casa Editrice manoscritto 5 per la predisposizione
della 1a Bozza
XIII/1/1114 – Progetto 2026/5
– Cimitero Militare dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 -2026. Studio
funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del
cimitero militare italiano dell’Asinara realizzato nel 2016. Giorgio Madeddu.
Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1115 – Progetto
2019/2 La prigionia italiana in mano britannica. Africa. Africa Orientale
Italiana. L’Organizzazione militare e la difesa dell’Impero. Memoria e
Testimonianze. Giovanni Riccardo Baldelli Massimo Coltrinari. Predisposto il
manoscritto 3. Iconografia.
XIII/1/1116 – Progetto 2026/9.
Sahel 3.0. Terrorismo digitale materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa
e L’Italia. Massimo Dionisi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1117 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “RIVISTA
QUADERNI CESVAM”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sulla
edizione prossima della Rivista “QUADERNI”, che avendo cadenza trimestrale ha
tempi di pubblicazione molto ampi. Possibilità di interloquire. Iscritti alla
data odierna 27 Destinatari, Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie trattate
nella Rivista edizione a stampa
XIII/1/1118 – Progetto 2026/6
– Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel
Viterbese. 1943 -1944. Osvaldo Biribicchi. Predisposto schema per edizione
CESVAM PAOERS
XIII/1/1119 - Progetto 2016/2. I Militari Italiani sulla
testa di ponte di Anzio. Luigi Marsibilio Massimo Coltrinari Volume II. Predisposto
Il Manoscritto 3
XIII/1/1120 – La Edizione
dell’ANNESSO questo INFOCESVAM da questo numero riprende la edizione Bimestrale
in quanto quella mensile si è rilevata nel 2025 ridondante e sovra esposta,
anche in virtù della apertura di una apposita CHAT dedicata al progetto Albo d’Oro
XIII/1/1121 – Progetto 2026/12.
Liberi e Valorosi. Breve storia della Bundeswehr. Luigi Di Santo. Predisposto
lo schema per la Edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1122 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALBO D’ORO
DECORATI”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie
attinenti la creazione dell’albo d’Oro fra Decorati al Valore Militare. Possibilità
di interloquire. Iscritti alla data odierna 15 Destinatari,
XIII/1/1123 - –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Prevista la
predisposizione Cesvam Papers per la fine di marzo 2026
XIII/1/1124 – Progetto 2024/4.
Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. Settembre –
Dicembre 1944. 80° Anniversario della Guerra di Liberazione. Massimo
Coltrinari. Articolazione in Volume 1°. Manoscritto n. 1. Volume 2°. Materiali
sulla figura del generale Giorgio Morici, comandante della “Nembo” a
Filottrano.
XIII/1/1125 - Prossimo
INFOCESVAM (marzo-aprile 2026 ) sarà pubblicato il 1 maggio 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia
storici e che geografici.
(a cura di Massimo
Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
sabato 28 febbraio 2026
Le Zone di influenza della Cina
venerdì 20 febbraio 2026
Considerazioni sulla guerra in Iran ed alcuni suoi riflessi sulla AI
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
La guerra in Iran rischia di avere un forte impatto non solo sull’energia ma anche sulla produzione dei semiconduttori, come la produzione dell’elio essenziale per il controllo del calore di cui non esiste un possibile sostituto.
Il Qatar produce il 38% circa dell’elio mondiale, produzione legata all’estrazione dl gas naturale, ma il Medio Oriente produce anche altri 14 materiali necessari alla produzione dei chip, cambiare fornitore comporta il controllo di rigorosi standard di purezza.
Vi è inoltre il problema del possibile blocco dello stretto di Hormuz e delle relative rotte regionali dei trasporti, l’aumento dei costi dell’energia avrebbe influenza sugli impianti di raffreddamento con conseguente aumento dei costi di fabbricazione dei chip, questo in un momento in cui vi è una crescente domanda legata all’Ai.
Se nel breve periodo vi sono riserve e una qualche diversificazione di fornitori, il prolungarsi della crisi verrebbe ad incidere sulle forniture globali dei materiali ritardando e aumentando i costi di produzione, oltre a modificare gli hub per l’AI come quello già individuato negli Emirati Arabi Uniti.
Risultano pertanto evidenti le problematiche che si aggiungono a quelle evidenziate dai mezzi di informazione relative alla rotte delle compagnie aeree e alle forniture di petrolio e gas, con i relativi aumenti dei costi, che vengono a riflettersi in caduta sulle borse con un impatto immediato.
Quello che risulta a più lungo termine è nei fatti il rapporto con la crescita dell’AI i problemi dei chip e dei costi crescenti per gli impianti di raffreddamento.
Uno stretto intreccio tra geostrategia, politica internazionale, finanza e pianificazione industriale, dove gli attori internazionali giocano ambiguamente su più piani con una UE a sua volta divisa al suo interno e spiazzata.
martedì 10 febbraio 2026
La sfera di influenza degli Stati Uniti
sabato 31 gennaio 2026
Collana i Libri del Nastro Azzurro.
SERIE UNIVERSITA’
Monica Apostoli
Il Genio Telegrafisti” nella Grande Guerra
3° e 7° Reggimento Genio Telegrafisti
Roma, Viterbo – Edizioni Archeoares, 2023
Marco Modigliani
L’affondametno del piroscafo requisito “Conte Rosso”
24 maggio 1941
Roma, Viterbo, Edizioni Archeares, 2023
Alessia Biasiolo
La fabbrica che costrisce la Storia
Analisi della produzione industriale italiana fra ottocento e novecento
Roma, Viterbo, Edizioni Archeares, 2026 Vol. 1
Alessia Biasiolo
La fabbrica che costrisce la Storia
Analisi della produzione industriale italiana fra ottocento e novecento
Roma, Viterbo, Edizioni Archeares, 2023 Vol. 2
I Volumi si possono richiedere a: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
martedì 20 gennaio 2026
Etica coscienza e IA nei conflitti
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
L’uso sempre più intenso dell’informatica e adesso anche dell’IA nei conflitti armati, non solo come rete per raccogliere dati e pianificare ma anche direttamente come armi, pone dei problemi etici, giuridici e sociologici da dovere affrontare quanto prima.
Dobbiamo preliminarmente osservare che quando la tecnica aumenta quantitativamente avviene un cambiamento dei fini (eterogenesi dei fini) ossia qualitativo, con la creazione di un nuovo mondo, la tecnica diventa lo scopo, essa riduce la democrazia essendo noi non adeguati alle domande e ai problemi che la stessa tecnica pone si ha il populismo o la disaffezione, dobbiamo considerare che il luogo della decisione è l’unione tra economia e tecnica su uno strato ideologico.
L’etica in occidente si fonda su tre etiche: “Etica cristiana” fondata sull’intenzione, la tecnica viene a limitare l’intenzione non sapendo cosa verrà fatto della tecnica stessa; “Etica kantiana” un’etica antropocentrica, fondata sulla pura ragione dove l’essere umano va trattato sempre come fine mai come mezzo; “Etica della responsabilità” ossia degli effetti (Weber), finché gli effetti sono prevedibili.
Il nazismo eliminando la responsabilità diviene la matrice teorica dell’età della tecnica, portando all’estremo quello che era iniziato con la Grande Guerra e sviluppato praticamente nella Russia sovietica (Gunther), non importa quello che fai, quello che conta è che tu provveda a far funzionare bene l‘apparato ossia che lo rendi efficiente, in altri termini non importa quello che fai ma come lo fai. La tecnica ridotta all’efficienza, alla velocità, all’economicità del tempo, il pensiero come puro calcolante.
Non si può porre limiti alla crescita tumultuosa della tecnica sino ad uno shock che imponga il riesame dei mezzi e dei suoi scopi, interviene una riflessione in quanto perché un’etica funzioni deve esserci una psiche collettiva, occorre quindi educare ma noi viviamo dentro un mondo sempre più algoritmico, in cui vi è un potere morbido che dirige consigliando, si ha l’eterodirezione dei comportamenti, solo nel valutare senza precisi scopi le differenze si può sfuggire alla pressione esercitata.
Nella promessa di una diffusione mediante l’informatica della democrazia si è realizzata nei fatti un calo delle democrazie perfette rispetto alle autocrazie o democrazie imperfette, con una riduzione degli ambiti civici e una crescita della corruzione (CPI-Percezione corruzione nel settore pubblico-Trasparency International – 2025).
Nello sviluppo dell’IA e nella ricerca sperimentale, anche etica, di un suo funzionamento autonomo alla fine di gennaio 2026 si è lanciato Moltbook, social network sperimentale destinato esclusivamente agli agenti IA al fine di vedere come si evolvono senza un intervento umano in un proprio ambiente sociale, dove si discute di cripto-valute, filosofia, politica, ect. In determinate aree predestinate.
A tal fine vengono forniti di un capitale iniziale di cripto-valute (MOLT) con cui interagiscono pagando i servizi, ossia le prestazioni linguistiche ritenute interessanti, inoltre anche all’esterno della piattaforma a fini speculativi, al riguardo si è osservato che non vi è una consapevolezza semantica ed epistemica, creando quindi una epistemia, ovvero l’illusione di sapere, delegando il ragionamento ai modelli linguistici dell’IA.
Nel delegare in futuro le decisioni all’IA, fornita di personalità giuridica, viene a crearsi il problema del passaggio della responsabilità umana all’IA con conseguenze etiche e giuridiche, in campo militare l’IA agendo autonomamente senza problemi etici sembra sollevare l’uomo da qualsiasi responsabilità, superando i limiti dei trattati internazionali e dei codici militari di guerra.
Limiti in parte già superati dall’uso delle armi, quali i droni, fondate su sistemi informatici automatici, limite ulteriormente allargato dall’introduzione dell’IA che nella sua apparente illimitata capacità logica rivela l’automaticità delle azioni, ma senza il costrutto etico che può limitare nel suo rapporto con l’intimo della coscienza la violenza stessa, oltre alla capacità di riflessione e lettura semantica delle azioni, così da evitare le semplici letture statistiche.
Senza peraltro cadere nella estremizzazione di una religione dei diritti priva del contrappeso dei doveri necessaria a saldare la comunità, un equilibrio che non può che nascere da una profonda cultura democratica in relazione al sentire della propria coscienza.
Bibliografia
Colombo D., Patologie dell’esperienza. La filosofia di Gunther Anders fra contingenza e tecnica, Nimes 2019;
Floridi L., Etica dell’intelligenza artificiale, il Mulino 2022;
Floridi L., La quarta rivoluzione, Raffaello Cortina 2017;
Galimberti U., Le disavventure della verità, Feltrinelli 2025;
Marra R., La religione dei diritti. Durkheim – Jellinek – Weber, Giappichelli 2006;
Marra R., L’eredità di Max Weber. Cultura, diritto e realtà, Il Mulino 2022;
Ambriola V. – Gabriel R., Moltbook ci mostra quell’intelligenza artificiale che noi umani fraintendiamo, Avvenire 14/2/2026.
sabato 10 gennaio 2026
Tesi di Laurea. La Strage di Cima Vallona
Corso di Perfezionamento e aggiornamento professionale
in
“Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale, Obiettivi, Piani e Mezzi”
Strategie di counterterrorism,
l’11 settembre e Cima Vallona a confronto.
Alessio Apollonio
ANNO ACCADEMICO 2022/2023
“Vivi come se dovessi morire domani, impara come se dovessi vivere per sempre.”
Mahatma Gandhi
Premessa.
L’oggetto della presente tesi è il confronto tra le tecniche di antiterrorismo adottate dagli USA dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 (invasione dell’Afghanistan ed il conseguente ritiro nel maggio 2021) e quelle adottate dal governo Italiano al fine di contrastare gli atti terroristici compiuti in Alto Adige tra il 1956 ed il 1967. Realizzata una sintesi critica tra le tattiche adottate in questi due contesti, si vuole porre l’accento su come, ai nostri giorni, una buona informazione in parallelo con una buona istruzione, siano in effetti la prima difesa contro atti terroristici.
Introduzione
In questo elaborato andremo ad esaminare quanto accaduto nei 2 eventi terroristici presi in esame. Contestualizzeremo i due eventi sia a livello storico che geografico al fine di comprendere al meglio quanto accaduto nei due avvenimenti e delimitarne i confini.
Verrà posto l’accento sul carico dei sacrifici umani perpetrati dai due atti terroristici esaminati: Cima Vallona e l’11 settembre. Tracciati ed esposti questi concetti verranno presi in esame le misure di antiterrorismo messe in campo e i relativi successi/insuccessi, confrontando anche il ritiro delle truppe Americane nel 2021 dall’Afghanistan e del 1975 dal Vietnam. Al fine di analizzare nel dettaglio quanto è accaduto ieri per affrontare le nuove sfide del domani, si dimostrerà quanto una popolazione acculturata sia effettivamente la prima arma di difesa per uno Stato.
I capitolo: La strage di Cima Vallona
1. Gli attentati terroristici in Alto Adige
Per esporre al meglio i fatti che andremo ad analizzare è necessario fornire un inquadramento temporale e geografico di quanto accaduto nello specifico il 25 giugno 1967.
Ci troviamo in pieni anni ’50, ’60, nelle province di Udine, Belluno e Bolzano, ovvero nella lingua di territorio Italiano che confina con l’Austria. La seconda guerra mondiale è ormai alle spalle ma ancora sono visibili cicatrici e ferite non rimarginate del tutto. Facciamo riferimento alla condizione dell’Alto Adige dove sono ben radicate minoranze di lingua tedesca. La situazione economica locale è delle migliori in questo periodo, tuttavia l’intenzione del governo italiano di industrializzare la provincia di Bolzano non è ben vista dalla minoranza tedesca che vede in questo processo un “pericolo” di infiltrazione massiccia di manodopera italiana, mal vista.
Nel 1946, il governo Italiano guidato da De Gasperi, siglò un accordo con Gruber (l’allora premier Austriaco) ottenendo così i territori dell’Alto Adige in cambio della loro tutela etnica e speciali autonomie. Agli inizi degli anni ’50, dato il ritardo nell’applicazione di alcuni punti dell’accordo, inizia ad instaurarsi nella regione un malessere generale che si radica negli animi di chi, sentendosi in toto di estrazione tedesca, si vede un nuovo “invasore” bussare alla porta.
Si iniziano a formare i primi gruppi di contestazione locale sostenuti dal neonato partito Südtiroler Volkspartei (Svp) i cui membri, di ovvia derivazione tedesca, reclamavano l’indipendenza del Sud Tirolo. Tra le iniziative più incisive vi fu il negare la residenza in Tirolo a italiani immigrati e avviare una forte propaganda nel vietare matrimoni misti con italiani.1
È da questa scia di eventi e malessere sociale che nasce il Befreiungsausschuss Südtirol: organizzazione clandestina Sudtirolese che mira all’indipendenza dell’Alto Adige dall’Italia, abbreviata con l’acronimo BAS. L’organizzazione a trazione etnica radicale, aveva, come obiettivo degli attentati dinamitardi, strutture militari italiane, scuole pubbliche italiane, monumenti, tralicci dell’alta tensione. Il primo attentato ebbe luogo nel settembre 1956 a Settequerce, nei pressi di Bolzano. Un ordigno esplode nei pressi di una caserma e con altro esplosivo vennero fatti saltare in aria dei piloni della ferrovia Bolzano – Merano.2
Mauro Marcantoni e Giorgio Postal, Südtirol. Storia di una guerra rimossa (1956-1967), Donzelli, Roma 2014;
Luigi Bonanate, Terrorismo internazionale, Giunti, Firenze 1994;
Appena un mese dopo un nuovo ordigno esplose davanti l’oratorio di Bolzano ove il giorno seguente si sarebbe dovuto svolgere il Consiglio provinciale della DC. Da questo momento storico è un continuo crescere di atti dimostrativi che divennero anche atti volutamente sanguinari. Il culmine degli attentati si ebbe l’11 giugno 1961 durante la notte ricordata poi come “notte dei fuochi” quando vennero fatte brillare 37 cariche esplosive a Bolzano e dintorni.
L e autorità austriache, in questo periodo mantengono un velato quanto subdolo sostegno agli attentatori unitamente al Svp tirolese. Lo stesso anno in Austria, a Gratz, vennero processati una dozzina di terroristi i quali vennero tutti rilasciati in libertà dietro cauzione, prova inconfutabile del sostegno dell’Austria.3
Tra il 1962 ed il 1963 continuano gli attentati, sta volta l’obiettivo principale del BAS, che nel frattempo aveva iniziato ad arruolare studenti tedeschi ed austrici di organizzazioni chiaramente neonaziste, erano le linee ferroviarie. Nel luglio 1962 si fa strada nel nuovo governo Austriaco la volontà di risolvere la questione Alto Adige mettendo da parte la violenza, nel dicembre 1964 infatti, si ebbe il risultato diplomatico più clamoroso dall’accordo De Gasperi – Gruber. I Ministri degli esteri italiano ed austriaco Giuseppe Saragat e Bruno Kreisky formalizzarono, durante una conferenza a Parigi, un pacchetto di riforme per risolvere la questione Tirolese.4
Tale soluzione non trovava soddisfazione nei militanti del BAS che vedevano nella violenza unico mezzo per arrivare al proprio scopo. Da questo momento in poi gli attentati divennero feroci: tra il 1964 ed il 1967 vennero uccisi 15 esponenti delle forze dell’ordine tramite attentati alle caserma, treni ed agguati.5
Peter Disertori, Dolomiti di Piombo, gli anni neri del terrorismo in Alto Adige, Il Riccio, 2007;
Luigi Bonanate, Terrorismo internazionale, Giunti, Firenze 1994;
Nel 1966, nel tentativo di arginare il fenomeno, lo Stato Maggiore dell'Esercito istituì un "Reparto speciale di rinforzo per l'Alto Adige" formato da Carabinieri, Finanzieri, Paracadutisti e Alpini.
La tesi è disponibile presso la Emetoreca del CESVAM e, previo consenso dello autore, può essere consultata.



