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mercoledì 30 aprile 2025
domenica 20 aprile 2025
Tesi di Laurea Luigi Di Lorenzo Spionaggio e Contro spionaggio durante la Prima Guerra Mondiale. Operazioni dietro le linee nemiche
Master I Livello in
“Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale.
Obiettivi, Piani e Mezzi”
“SPIONAGGIO E CONTROSPIONAGGIO DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE”
Analisi e considerazioni
Anno Accademico 2022 -2023
III
CAPITOLO
I
primi paracadutisti
L’uso
del paracadute agli inizi della prima guerra mondiale riguardò essenzialmente
l’aviazione delle varie nazioni con lo scopo di salvare le vite dei piloti in
difficoltà a seguito di attacco nemico. Continui sviluppi e miglioramenti
portarono questo nuovo strumento ad un discreto livello di funzionamento,
talché moltissimi furono i piloti che sopravvissero ai loro aerei
irrimediabilmente danneggiati in combattimento. Vi furono, però, altri e
preziosi settori in cui il paracadute venne efficacemente utilizzato, come
quello inerente il campo delle informazioni. Sin dal 1916 tedeschi, francesi ed
inglesi avevano “trasferito”, via aerea, con il paracadute, in territorio
nemico, alcuni Ufficiali qualificati, allo scopo di raccogliere informazioni
sul nemico. A questa nuova forma di acquisizione dati informativi sul nemico
l’Italia arrivò con un po’ di ritardo. Durante il ripiegamento conseguente a Caporetto,
riflettendo sul fatto che era un peccato abbandonare posizioni che ormai si
conoscevano bene, si ipotizzò che si potessero lanciare informatori che, acquisendo
continuamente informazioni, fossero in grado di farle pervenire oltre Piave. Il
progetto prese pian piano concretezza. Furono scelti soltanto friulani e veneti
nord-orientali cioè originari dei territori occupati dagli austriaci poiché
conoscevano, al meglio, i posti dove avrebbero operato ed avrebbero avuto sul
terreno amici e parenti ai quali fare riferimento. Nel 1918, quindi, furono
lanciati, oltre le linee nemiche, 4 ufficiali le cui famiglie abitavano nei
territori occupati dai tedeschi. Gli Ufficiali prescelti per essere
aviolanciati in territorio nemico, dopo aver avuto dagli inglesi i necessari
paracadute, del tipo Calthrop, ed
aver ricevuto da loro l’adeguato addestramento, furono i Tenenti: Alessandro
TANDURA, Ferruccio NICOLOSO, Arrigo BARNABA e. Antonio PAVAN (quest’ultimo fu
trasferito con l’aereo e non aviolanciato). Il primo a partire fu il Tenente
Alessandro Tandura l’8 agosto 1918; nei mesi successivi partirono il Tenente
Ferruccio Nicolosio e il Tenente Pier Arrigo Barnaba, mentre il Tenente Antonio
Pavan non eseguì mai la missione in quanto il suo lancio con il paracadute non
fu più necessario. Ai Tenenti Tandura e Barnaba venne concessa, per i risultati
della missione, la Medaglia d’Oro al Valor Militare, mentre al Tenente
Ferruccio Nicolosio fu assegnata la Medaglia all’Ordine Militare dei Savoia.
Il
primo Ufficiale prescelto fu il TANDURA, originario di Vittorio Veneto, e per
l’atterraggio fu prevista una località ad est di tale cittadina. Fu il primo
paracadutista militare d’Italia. La sua avventura iniziò nel campo di volo
Villaverla-Thiene. L’operazione fu coordinata dagli inglesi, che oltre a
spiegargli l’uso del paracadute avevano il compito di lanciarli in territorio
nemico. Il pilota che guidò l’aereo in territorio nemico era il canadese Maggiore
W. Barker, che il quel periodo comandava la 139ª Squadriglia aerea di stanza
nel medesimo campo di volo. L’obiettivo era quello di carpire informazioni
circa l’effettiva consistenza dei reparti nemici al di là del Piave.
Il
1 agosto 1918 il Tenente Tandura viene informato dal Tenente Colonnello Dupont,
capo dell’Ufficio Informazioni dell’VIII Armata, della possibilità di rivedere
i suoi cari e nel contesto svolgere un attività di spionaggio in preparazione
dell’offensiva finale. Gli vengono illustrati i vari modi per arrivare in
territorio nemico, anche se ormai la decisione finale era già stata presa. Gli
viene prospettato un lancio mediante il paracadute ma, quando Tandura chiede di
poterlo vedere funzionare, Dupont gli fa presente che lo stesso costava molto
ed anche perché gli inglesi ne avevano consegnati così pochi all’Esercito Italiano
che non potevano essere sprecati. Tandura conosce quindi gli ufficiali inglesi
che lo porteranno in volo in pieno territorio nemico e che lo addestreranno nell’uso
del paracadute. Così riporta il Tenente Tandura nella sua biografia:
“1
agosto 1918
Intanto
passa anche il tempo e finalmente scocca l’ora in cui devo presentarmi al
Comando. Il colonnello Dupont capo dell’Ufficio Informazioni dell’VIIIArmata
senza preamboli, tocca il nocciolo di ciò che mi sta a cuore. Tre sono le
maniere per poter andare là. La prima passare il Piave di notte, vestito
daaustriaco, mediante dei fili tesi da sponda a sponda tra Pederobba e le Grave
di Ciano; la seconda atterrare con un aeroplano in una località del territorio
invaso; la terza è lasciarsi cadere per mezzo di un paracadute da un nostro
aeroplano, io credo, anzi sono certo, che questo ultimo mezzo sia il più
conveniente
e il più sicuro. […] Scusi, signor colonnello, le faccio osservare che io non
ho mai volato e tanto meno conosco il paracadute. Lei non abbia timore, non
dico dell’aeroplano, naturalmente il paracadute è sicurissimo. Vede? E cosi
dicendo il Ten. Col. Dupont presenta delle fotografie dove l’inventore, un
ufficiale inglese, si lanciava nel vuoto. Sta bene - risposi - Però ne
convenga, sarei lieto di vederlo funzionare. […] Alle ore 10.00 sono giunti gli
aviatori inglesi che mi vengono subito presentati: il Maggiore W. Barker,
pilota abilissimo e valorosissimo, squadrato come una lama di spada, che ha al
suo attivo trenta vittorie su apparecchi nemici, e il Capitano Onorevole
Welwood Benn, deputato alla Camera dei Comuni.”[1]
L’8
agosto 1918 Tandura viene accolto presso il campo di volo Villaverla-Thiene sia
dal Maggiore Barker che dal Capitano Welwood, che gli spiegano che il volo sarà
rinviato di un’ora o forse di due per alcune riparazioni all’aereo che lo
porterà in azione. Ha occasione di vedere il velivolo e il paracadute. Per il
lancio viene utilizzato un bimotore da ricognizione del tipo Savoia-Pomilio
S.P.2 , in cui è stato ricavato un sedile ribaltabile nella parte posteriore,
con l’ apertura comandata dall’ufficiale osservatore. Il paracadute,
adeguatamente protetto, viene fissato sotto la fusoliera. Tandura ha paura. Per
la prima volta si trova di fronte a una cosa ignota, ma da bravo ardito si fa forza.
Giunge poi l’ora della partenza e dei saluti e ha inizio la missione. L’operazione
si sviluppa con un tempo quanto mai inclemente in quanto l’aereo incappa in un
terribile temporale, che mette a durissima prova uomini e macchina. Una volta
arrivati sull’obiettivo, nonostante le pessime condizioni atmosferiche e la
mancanza di esperienza in operazioni del genere, l’aviolancio riesce.
Il
Tenente Tandura descrive così il momento del suo arrivo presso il campo di volo
Villaverla-Thiene l’8 agosto 1918:
“8
agosto 1918
Appena
giunto nel Campo di Villaverla, tutti gli ufficiali inglesi addetti ci vengono
incontro, il Maggiore W. Barker e il Capitano On. Welwood mi dicono che la
partenza sarà rinviata di un ora o forse due, perché devono essere eseguite
delle riparazioni. Voglio vedere il mio velivolo: è un Savoja Pomicio da bombardamento.
Ho un certo senso di titubanza, e il sangue accelera il suo corso e le tempie
battono. È l’emozione per il primo volo. L’apparecchio mi pare qualche cosa di
morto, un enorme giocattolo. Ne tocco le ali con tremore, come se avessi
toccato quelle di un pipistrello. Poi mi fanno vedere il paracadute. È composto
da un ombrello di seta nera, del diametro di due metri e mezzo; agli orli della
tela dell’ombrello un’infinità di cordicelle si stacca, per raccogliersi, alla
distanza di due metri in un punto dal quale parte una grossa corda di caucciù
del diametro di quattro centimetri e della lunghezza pure di due metri.
All’estremità si sfrangia un complesso di cinghie a bretella, a cintura, a
cavallo che avvolgono il torso e lo avvinghiano saldamente. […] Mi sedetti dove
mi dissero di sedermi: in quella posizione avevo le gambe che penzolavano nel
vuoto. Accomodarono l’estremità superiore del paracadute sotto la tavoletta in
cui stavo seduto; distinguevo la corda di caucciù scendere dalle mie spalle per
finire sotto la carlinga. Il campo di Villaverla-Thiene era illuminato da un
potente riflettore, posto in un angolo, per le segnalazioni. […] Pronti! Gridò
una voce. […] Pronti risposero. […] Due fiamme uscirono dagli scappamenti,
lacerati, e l’aeroplano lambì il terreno per prender quota. […] Ora il motore è
spento ed io ho la sensazione che l’apparecchio discenda. Sento benissimo la
voce dei due aviatori che discorrono tra loro. Levo il tappo della bottiglia e
bevo un sorso di cordiale. Quando meno me l’aspetto la botola, su cui ero
seduto, si apre e mi sento precipitare nel vuoto. Ah…viene in me un solo senso;
le orecchie sono straziate da un sibilo che mi devasta il cervello. L’incubo
dei sogni orribili! Ma subito ho l’impressione di essere sollevato, di tornare
in su. Alzo gli occhi e vedo il paracadute aperto. La pioggia mi sferza il
viso. Oso guardare in basso e vedo strade e campi che ridono in un’altalena
infernale. Mi smarrisce, perdo i sensi… e un attimo. Ad un tratto, colpito
fortemente al petto, mi trovo a terra, con le gambe all’aria. Lanciato nel
vuoto da circa 1500 metri d’altezza ero caduto in un vigneto, mentre infuriava
il temporale.”[2]
Il
Tenente, sia pure fradicio per la pioggia e stordito per la grande botta che
riceve toccando terra al buio, inizia la sua preziosa missione. Atterra sul
vigneto del parroco a San Martino di Colle vicino al fiume Meschio. Deve
raggiungere una località di Vittorio Veneto a quota 886 m sulle pendici di Col Visentin,
per raccogliere informazioni da inviare tramite un cifrario con dei piccioni
viaggiatori che gli sarebbero stati paracadutati in seguito. Seppellito il
paracadute, non più richiudibile, e l’uniforme si traveste con abiti da
contadino. Incontra una donna del luogo alla quale dice di essere un
prigioniero fuggito e le consegna una lettera da recapitare a Vittorio Veneto
ai suoi familiari. La donna acconsente e lo informa che senza documenti
regolari non si può circolare. Poche ore dopo la sorella e la fidanzata (che
saranno poi decorate con medaglia d’argento) incontrano il Tenente nel luogo
pattuito dove prendono accordi per passare successivamente le informazioni
militari nel suo nascondiglio a quota 886 m. Gli saranno fornite le lenzuola necessarie
per segnalare agli aerei la sua posizione. Tandura individua ferrovia, filovia,
strade e trincee nemiche, e nelle sue perlustrazioni incontra tre alpini di
Vittorio Veneto riparati sul Visentin per non cadere prigionieri durante la
ritirata di novembre. Si accorda con loro ed altri che sono alla macchia, per
recuperare i piccioni viaggiatori, stabilendo di vedersi ogni giorno ad un’ora
fissa. Inizia così il servizio d’informazioni, con la collaborazione della
gente locale, che si protrae fino al 23 settembre con 16 note inviate tramite
32 spedizioni di piccioni. Accade anche che un contadino recupera dei piccioni,
ma anziché darli al Tandura, insiste per consegnarli a un Capitano dei
bersaglieri che opera sul versante bellunese del Visentin. Tandura intuisce che
può accrescere la sua rete e si accorda per un appuntamento il 31 agosto con
questo sconosciuto Capitano. Dopo varie peripezie, viene arrestato dai gendarmi
nei pressi di Vittorio Veneto ma riesce a fuggire, incontrando il Capitano dei
bersaglieri Luigi Ardoino con il quale prende accordi e contatti futuri. La
presenza del Tandura oramai è nota agli austriaci che affiggono bandi pubblici
con pena di morte per chi collabora con gli italiani o detiene piccioni
viaggiatori. La casa del Tandura viene perquisita, ma la madre mostra una
cartolina del figlio come prova che si trova al di là del Piave. Le notizie
raccolte tramite la sorella, la fidanzata e un’ufficiale austriaco, conosciuto
nel corso della sua permanenza e che nutre sentimenti italiani, vengono
inoltrate al suo comando. La sua missione è terminata, gli viene ordinato di rientrare
il 23 settembre, prima della data prefissata. Ma nel tragitto per raggiungere
il luogo dell’appuntamento tra il fiume Meduna e Cellina, viene catturato dagli
austriaci e assegnato alla 71esima compagnia prigionieri con destinazione
lavori stradali in Serbia. Nel tragitto ferroviario, tra Sacile e Pordenone il
treno rallenta in prossimità della stazione di Fontanafredda. Tandura si butta
dal finestrino e riesce a fuggire. Per due giorni non parla e non mangia. Dopo
un mese si riprende. Gli ultimi giorni di ottobre ha notizia dell’offensiva
italiana, ancora convalescente raggiunge il suo nascondiglio a quota 886 m e organizza
una serie di azioni di sabotaggio ai telefoni e alla filovia degli austriaci. Per
altre due volte viene arrestato e sfuggendo in entrambi i casi.
Nella
sua missione di spionaggio Alessandro Tandura è riuscito a ridare dignità di combattenti
a tutti quelli sbandati, disertori o soltanto fuggiaschi che, dopo Caporetto, non
erano riusciti a ricongiungersi con i propri reparti e raggiungere con questi
la sponda destra del Piave, dandosi alla macchia in attesa di tempi migliori.
Salvò la vita a molti giovani che sotto la sua guida si erano organizzati in
vere e proprie “bande armate” che costituirono una spina nel fianco per l’esercito
austro-ungarico, sabotando ponti e ferrovie e modificando la segnaletica stradale
per creare caos nei trasporti del nemico. Durante la battaglia di Vittorio
Veneto, queste “bande”, costituite dal Tandura, contribuirono a stringere gli
austriaci nella morsa finale.[3]
Dal
punto di vista informativo, le sue informazioni sul nemico furono molto utili,
come quelle degli altri Ufficiali aviolanciati successivamente, per impostare
nel migliore dei modi la battaglia finale di Vittorio Veneto, consentendo
all’VIII Armata di entrare in azione con la piena coscienza delle unità che
aveva di fronte e della loro dislocazione, che portò alla vittoria finale e,
quindi, alla fine della guerra. Per il supporto offerto al Tenente la sorella Emma
Tandura e la fidanzata Maddalena Petterle furono entrambe insignite della
Medaglia d’Argento al Valor Militare. Il Tenente Tandura morirà il 30 dicembre
1937 per un attacco cardiaco a Mogadiscio dove si trovava in servizio. Per la
perizia e l’ardimento dimostrati e per l’efficacia del suo operato venne
decorato con la massima onorificenza, la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
giovedì 10 aprile 2025
Tesi di Laurea Luigi Di Lorenzo Spionaggio e Contro spionaggio durante la Prima Guerra Mondiale. Indice e Premessa
Master I Livello in
“Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale.
Obiettivi, Piani e Mezzi”
“SPIONAGGIO E CONTROSPIONAGGIO DURANTE
LA PRIMA GUERRA MONDIALE”
Analisi e considerazioni
INDICE
Premessa pag.
2
Introduzione pag.
3
I.
Intelligence italiana durante la Grande
Guerra pag. 5
II.
Il triangolo “segreto”
a.
Papa Benedetto XV e lo Stato Italiano pag.
10
b. Attacco
al cuore dei servizi austroungarici pag.
15
III.
I primi paracadutisti pag.
18
IV.
Metodologia pag. 24
Conclusioni pag.
26
BIBLIOGRAFIA
e SITOGRAFIA pag.
28
PREMESSA
Il
mio intento in questa tesi è quello di capire e far capire le metodologie con
le quali i servizi d’informazione, delle potenze mondiali, Italia e Impero
Austro-ungarico, agli inizi del novecento, operavano in “incognito” per portare
a proprio favore le sorti della guerra, proteggendo i propri interesse
nazionali. Uomini e donne aventi diverse abilità, capacità, maestrie e con
scarse conoscenze nel settore, venivano utilizzati come pedine spionistiche per
carpire più informazioni possibili dai nemici o addirittura progettare e
mettere a segno attentati contro gli obiettivi sensibili del nemico, al fine di
indebolirlo. La materia è così vasta da richiedere moltissimo tempo per essere
trattata nella sua interezza. Ho pensato allora di svilupparla nel seguente
modo descrivendo alcuni episodi, non conosciuti a tutti, ma che in qualche modo
hanno influenzato le sorti italiane nel primo conflitto mondiale.
La
tesi si divide in quattro capitoli:
Il
primo capitolo riguarda il Servizio d‘Informazione dell’Esercito Italiano, la
sua evoluzione e i rapporti con gli altri uffici del Comando Supremo.
Il
secondo capitolo riguarda due episodi nei quali si sono resi protagonisti:
Vaticano, Italia; Impero Austro-ungarico. Un triangolo “segreto” dato che ci fu
una vera e propria guerra tra i diversi apparati di intelligence. Il caso
Gerlach, cappellano e maggiordomo segreto di Papa Benedetto XV nonché spia dell’Impero
Austro-ungarico, peggiorò le già deboli relazioni tra la Santa Sede e lo Stato
Italiano. Condannato all’ergastolo in contumacia, poiché ritenuto responsabile
di aver passato informazioni italiane ai servizi segreti austriaci e di aver
causato l’affondamento delle due corazzate italiane, riuscì a fuggire all’arresto. A seguito di
questo caso ci fu il “colpo di Zurigo”, ardita azione compiuta dai servizi
segreti italiani che permise di individuare e neutralizzare la centrale dello
spionaggio austro-ungarico.
Il
terzo capitolo riguarda il reclutamento da parte del Servizio Informazioni,
dalle file dell’esercito, del Tenente Tandura, primo paracadutista militare,
aviolanciato oltre le linee nemiche per acquisire informazioni sulle truppe
austriache in virtù della cruciale battaglia di Vittorio Veneto che sancì il
primo passo alla vittoria italiana nella prima guerra mondiale.
Il
quarto capitolo, infine, riguarda la metodologia con la quale sono stati messi
in atto i vari episodi rappresentati nei capitoli precedenti.
lunedì 31 marzo 2025
Influencer come influenzano?
Da molto tempo almeno dagli anni Quaranta del secolo scorso, i social media influencer sono getto di attenzione da parte della ricerca scientifica in campo mediatico. Gli studiosi della comunicazione esaminando le caratteristiche degli influencer propongono una serie di teorie per spiegare il fenomeno . Ricerche più recenti prendendo in esame gli influencer dei social media che agiscono nelle aree del marketing della politica, della salute, della informazione e degli stili di vita, mettono in luce una serie di preoccupazioni etiche e di altro tipo. Misurare con precisione i livelli di tale influenza resta comunque una questione complessa
Autore Paul A. Soukup S.I.
LA CIVILTA CATTOLICA ANNO 176, N. 4189, gennaio 2025.
La Rivista è presso la Emeroteca del CESVAM - Centro Studi sul Valore Militare Info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
lunedì 24 marzo 2025
INFOCESVAM N. 1 DEL 2025 Gennaio Febbraio 2025
INFOCESVAM
BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE
MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
Canale You Tube: ISTITUTONASTROAZZURRO. - CESVAM
____________________________________________________________________
ANNO XII, 61/62/, N. 1, Gennaio
Febbraio 2025, 1 marzo 2025
XII/1/951 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 1 il
Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 951 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla
offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento
XII/1/952 – Aggiornamento
Blog – Sinossi – www.atlanteamerica.blogspot.com.
Carte e commenti sulla nuova visione della Amministrazione Trump. Nel mese di
febbraio ha avuto 1267 contatti, per un totale di 30 040. I post pubblicati
sono 520
XII/1/953 – Questo numero
di Infocesvam è dedicato principalmente ai risvolti statistici e alla situazione
dei Blog attivi sia storici che geografici che associativi.
XII/1/954 - La sessione
di laurea invernale (10 marzo 2025) del Master di 1. Liv. in “Terrorismo ed
antiterrorismo internazionale. Obiettivi, Piani Mezzi” si terrà il 10 marzo
2025. Si laureeranno 7 candidati. Tutti hanno espresso il desiderio di avviare
la collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master)
XII/1/955 Blog
www.ilregnodelsud.blogspot.com. ha completato alla data odierna i suoi
blog. È stato trattato il tema del I
Fronte della Guerra di Liberazione in vista dell’80 anniversario della fine
della guerra di Liberazione
XII/1/957 - Gli articoli,
note ed altro materiale per la rivista QUADERNI devono essere inviati alla
Redazione (quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
entro il 15 aprile 2025 p.v., per la valutazione e la preparazione del N. 2 del
2025. (Uscita giugno 2025)
XII/1/958 - Nei 11 blog
di Storia nel mese di gennaio 2025 i contatti sono stati 3429 (dicembre 2024:
3129) in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente di circa 300 unità pari
ad un aumento del 20%.
XII/1/959 – Consegna
dell’Emblema Araldico. La Federazione Regionale delle Marche, in collaborazione
e su input del CESVAM ha organizzato il 16 gennaio 2925 a Recanati la Consegna
dell’Emblema araldico ai congiunti della MOVM Mario Alessandro Ceccaroni.
XII/1/960. A partire da giovedì
8 gennaio 2025 è stato aperto un Canale You Tube dedicato all’Istituto del
Nastro Azzurro. Tale Canale è stato inteso come vetrina dell’Istituto del
Nastro Azzurro e presenterà nel primo trimestre 2025 i Quadri componenti il
Manifesto del Centenario (vds). I video saranno trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00).
Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM
XII/1/961 – In
distribuzione il n. 4 del 2024 della Rivista QUADERNI. Numero Copie su carta
250, di cui 200 in distribuzione, 10 Archivio Emeroteca, 40 a disposizione
XII/1/962 - Nei 11 blog
di Storia nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 6433 (febbraio 2025:
3429 in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente di circa 3009 unità
pari ad un aumento del 1000%., in pratica i contatti si sono raddoppiati
XII/1/963 – Il 27 febbraio
2025 al Museo dei Granatieri Roma è stato presentato il 1 volume “Storia
Militare della Guerra Russo-Ucraina.1917 -2014 Volume I, Palladium Edizioni,
2024. Autori Giovanni Cecini e Mirco Campochiari. Il volume entra nelle
“Letture” del Master di Politica Militare Comparata
XII/1/964 – Il Blog www.unucispoleto.blospto.com
dal 1 gennaio 2025 ha assunto la denominazione di www.informazioneedintelligence.blogspot.com
. Tratta degli aspetti riguardanti il contributo alla cultura della sicurezza. Nel
mese di febbraio ha avuto 110 contatti, per un totale di 25563. I post
pubblicati sono 430
XII/1/965 – Nei 7 blog
Associativi e Divulgativi nel mese di gennaio 2025 i contatti sono stati 2133 (dicembre
2024: 2132) in totale. In pratica i contatti sono rimasti stabili né in
diminuzione né in aumento
XII/1/966 - La sessione
di laurea invernale del Master di 1. Liv. in Storia Militare Contemporanea si
terrà il 10 marzo 2025. Si laureeranno 6 candidati. Tutti hanno espresso il
desiderio di avviare la collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master)
XII/1/967 - Consegna
dell’Emblema Araldico. La Federazione Regionale delle Marche, in collaborazione
e su input del CESVAM organizzerà il 1 marzo 2925 a Potenza Picena in occasione
della Festa della Donna che cadrà il prossimo 8 marzo la Consegna dell’Emblema
araldico ai congiunti della MOVM Sergio Piermanni
XII/1/968 – Il Blog “www.uniformologia.blogspot.com
ha avuto nel mese di gennaio 2025 n. 1416 contatti (dicembre 2024 erano stati
1024). Nel mese di febbraio i contatti sono stati 1879. In totale dalla sua
apertura i contatti sono stati 12951. La tendenza per questo Bimestre è
positiva con oltre 400 contatti più ogni mese.
XII/1/969 - Nei 7 blog
Associativi e Divulgativi nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 11863
(gennaio 2025: 2133) in totale. Questo aumento così vistoso è dovuto al numero
di contatti registrati per “www.valoremilitare,blogspot.com che ne ha avuto in
più 7861 rispetto al mese precedente di 9533.
XII/1/970 - L’esame
finale del Corso di approfondimento e specializzazione. in “Terrorismo ed Anti
Terrorismo internazionale si terrà il 10 (www.unicusano.it/master)
XII/1/971 - Nei 10 blog di
Carattere Geografico e Geopolitico
aggiornamento sinossi dei Master) nel mese di gennaio 2025 i contatti
sono stati 1890 in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente (1667)
del 20%.
XII/1/972 - La Presidenza
Nazionale con circolare apposita ha chiesto ai Soci eventuali candidature per
le cariche istituzionali. La Circolare è stata inoltrata a tutti i componenti
del CESVAM. È stato proposto il Gen
Luigi Marsibilio (Federazione di Ancona) con le indicazioni di delega a
rotazione agli altri esponenti del CESVAM
XII/1/973 - Il Blog www.valoremilitare.blogspot.com ha avuto nel mese di Gennaio 2025 n. 1122 contatti (Dicembre 2024 erano stati
1122). Nel mese di febbraio i contatti sono stati 9533. In totale dalla sua apertura
i contatti sono stati 205945 La tendenza
per questo Bimestre è positiva e si rileva questo dato anomalo che il blog è
stato visitato da circa 10000 persone. Riportando l’edizione di QUADERENI ON
LINE il dato appare positivi, in chiave di divulgazione.
XII/1/974 – Nei 10 blog di
Carattere Storico nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 10474 in
totale. Con un aumento rispetto al mese precedente (3726) del 289%.
XII/1/975 - Prossimo INFOCESVAM
(marzo- aprile) sarà pubblicato il 1 maggio 2025. I precedenti numeri di
Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org
e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog
sia storici e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari)
info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
venerdì 14 marzo 2025
Le Forze per Operazioni Speciali Italiane Conclusione
LE OPERAZIONI SPECIALI ITALIANE
Nella dottrina militare nazionale le Operazioni Speciali
vengono definite come:
“Operazioni
dirette a conseguire obiettivi di natura militare, politica, economica o
informativa in aree ostili di difficile accessibilità, o sensibili, spesso
attraverso l’uso di tecniche e mezzi non convenzionali e in modalità occulta o
clandestina. Le operazioni speciali si distinguono da quelle convenzionali per
il grado di rischio fisico e politico, per le tecniche impiegate e per
l’indipendenza da qualsiasi tipo di supporto amico, mentre presuppongono
un’accurata intelligence operativa.”
Nella categoria delle Forze Speciali rientrano tutte quelle
unità militari o paramilitari specificatamente organizzate, addestrate ed
equipaggiate per poter effettuare le Operazioni Speciali.[1] Queste operazioni si
svolgono in contesti non permissivi anche a grande distanza dalle unità amiche.
Materialmente un’unità dalla limitata consistenza organica si infiltra in
un’area obiettivo consegue nella stessa risultati di rilevanza strategica e
rientra alla propria base attraverso un complesso di movimenti e di
trasferimenti intermodali, multi-ambientali sovente non palesi e discreti. Data
la loro particolarità, queste operazioni presuppongono sempre la disponibilità
di unità di volo dedicate, sia ad ala fissa che rotante, così come di
specifiche risorse per il comando e controllo e per le comunicazioni. Inoltre le
Forze Speciali possono avvalersi del supporto di altre forze, selezionate tra
quelle più affini in termini di addestramento, mentalità e tipologia d’azione
come ad esempio le unità paracadutiste (rangers, esploratori o acquisitori
obiettivi) o anfibie.[2]
Ecco quindi che le Operazioni Speciali italiane non si
discostano dalla definizione NATO, e nel corso degli anni hanno continuamente
esercitato l’intero spettro di operazioni previste in seno all’Alleanza
Atlantica e rientranti nelle macro aree:
·
Ricognizioni Speciali;
·
Azioni Dirette;
·
Assistenza Militare.
Da notare inoltre come in tempi recenti un particolare
reparto si sia aggiunto a questa famiglia di unità: trattasi del 28° Reggimento
Pavia dell’Esercito Italiano, il quale risulta dipendere dal Comando Forze
Speciali dell’Esercito (COMFOSE), Comando istituito nel settembre 2013 e
diventato pienamente operativo nel febbraio 2014.[3] L’unità in questione è
l’unica delle Forze Armate deputata alle comunicazioni operative: un complesso
di azioni finalizzate a creare, consolidare o incrementare il consenso della
popolazione locale nei confronti dei contingenti militari in missione.
Operazioni che nella terminologia militare americana erano chiamate Psychological Operations e che a partire
dal 2010 sono conosciute come MISO.[4] L’Italia riconosce quindi
in maniera esplicita l’utilità di questo tipo di operazioni specie se inserite
negli attuali scenari dove il fattore umano, lo Human Domain, avrà sempre maggiore importanza.
Michele Taufer
2012 (continua)
CONCLUSIONI
Le Operazioni Speciali e il complesso di unità deputate
alla loro conduzione e al loro supporto si sono dimostrate una componente di
enorme valenza strategica e di grande pregio all’interno di tutti i principali
strumenti militari mondiali. Naturalmente non fa eccezione il nostro Paese, il
quale le ha impiegate proficuamente nel corso degli anni riscontrando anche
stima ed apprezzamento da parte dei principali Paesi amici ed alleati vista
l’estrema professionalità degli operatori di questi reparti. Un utilizzo di
queste unità che, visti gli scenari futuri, non tenderà a diminuire ma bensì ad
aumentare portando con se nuove sfide legate ad esempio “all’usura” di uomini e
mezzi e al loro ricambio generazionale dato il progressivo trend di riduzione
quantitativa del personale appartenente alle Forze Armate. Bacino in cui questi
reparti traggono con non poche difficoltà la propria linfa vitale in termini di
volontari. E’ infatti la limitata consistenza numerica, derivante dall’estrema
severità nei criteri di selezione e d’addestramento, dovuta alla particolarità
dei profili psicofisico attitudinali, uno dei tratti distintivi di questi uomini
e donne. Queste forze, è bene ricordarlo, non sono riproducibili in massa e gli
operatori impiegano decine di mesi prima di raggiungere la prontezza al
combattimento.
Inoltre, è ora importante soffermarsi e riflettere su una
questione fondamentale e forse fin troppo sottovalutata: spesso vengono fatte
passare per Operazioni Speciali azioni che in realtà non lo sono, così come
specularmente, alcuni di questi reparti vengono impiegati in azioni fuori dal
loro campo d’applicazione. Un errore che deve essere assolutamente evitato: il
serio rischio è quello di vanificare le peculiarità di queste unità, giungendo
ad un utilizzo inefficace di questo vero e proprio strumento del potere
militare di una Nazione.
Per quanto concerne le operazioni indirette invece, il
nostro Paese prevede che queste vengano eseguite direttamente dalle Forze
Speciali: una postura perfettamente in linea con la dottrina NATO.
Addentrandosi più nel tecnico però ed assumendo una
postura propositiva:
·
vista la necessità di
una maggiore ottimizzazione delle risorse economiche nel campo della Difesa;
·
vista la ferma
intenzione da parte nazionale di continuare nell’integrazione degli Strumenti
Militari in ambito NATO/UE;
·
visto l’auspicio di
esercitare una funzione di deterrenza e di prevenzione dei conflitti in seno
alle alleanze costituite così come di essere in grado di fornire una risposta
multidimensionale alle crisi future;
Qualora venisse ritenuto operativamente rilevante uno
sviluppo ulteriore sia in termini qualitativi che quantitativi di queste
capacità indirette, rientranti appieno nel concetto di Special Warfare, , il nostro Paese potrebbe spingere verso una
maggiore integrazione di tipo interforze a livello intergovernativo NATO/UE.
Un’integrazione in grado di portare alla creazione di reparti ad hoc, ottenendo
così un output operativo ancora più elevato e perfettamente inserito nel
concetto di Global SOF Network, così
come aderente al massimo con gli
obiettivi del futuro “Libro Bianco della
Difesa”.
[1] Stato Maggiore
della Difesa, Investire in sicurezza Forze
Armate: uno strumento in evoluzione, Piedimonte Matese, Imagina Media S.r.l.,
Ottobre 2005.
[2] Ministero della Difesa Italiano, www.difesa.it/SMD_/COFS/Pagine/Cosa.aspx
[3] Esercito
Italiano, www.esercito.difesa.it/organizzazione/aree-di-vertice/stato-maggiore-esercito/Comando-delle-Forze-Speciali-dell-Esercito
[4] AnalisiDifesa,
Il 28° reggimento Psy Ops tra le forze
per operazioni speciali, 01/07/2014 www.analisidifesa.it/2014/07/il-28-reggimento-psy-ops-tra-le-forze-per-operazioni-speciali/
lunedì 10 marzo 2025
Rivista QUADERNI N. 4 DEL 2024 Ottobre Dicembre 2024 N. 34° della Rivista
Nota redazionale:
Ultimo numero
dell’anno 2024, riporta, dopo l’editoriale, l’intervento di presentazione del
Calendari0 Azzurro del 2025 dedicato al Valore Militare nella Guerra di
Liberazione da parte di Antonio Vittiglio. LO stesso Calendario, creato e
predisposto da Antonio Daniele nella sua interezza tipografica.
Il Mondo da cui
viviamo, la Memoria, in Approfondimenti, Giorgio Madeddu pone alla attenzione
generale le sue ricerche in merito alle prime Medaglie al Valore Militare del
Regno di Sardegna, sostenendo tesi tanto originali quanto documentate. In
Dibattiti, affronto il tema dei Rapporti tra il partito d’Azione ed il partito
comunista in piena Guerra di Liberazione, con materiali per approfondire i
variegati apporti della sinistra italiana nella nascente democrazia
repubblicana. Osvaldo Biribicchi, in Dibattiti, tratta di un argomento dedicato
alla Resistenza nell’Alto Lazio con testimonianze di chi allora protagonista
degli eventi. In Archivio, Marco Maria Contardi ci illustra, dal punto di vista
architettonico, come l’Esercito Italiano curi il patrimonio artistico ereditato
dalle scelte derivanti dalle Leggi Siccardi del 1854. Questa parte, infine, si
conclude con l’intervento di Davide Corona con un articolo sulla Guardia alla
Frontiera, il Corpo confinario esisto dal 1933 al 1946.
Il Mondo in cui
viviamo, la realtà d’oggi, porta. In “Una Finestra sul Mondo” un contributo di
Nicolò Paganelli, utilizzando il sistema parametrale, dedicato a Cuba, mentre
Massimo Dionisi, in Geopolitica delle Prossime Sfide, ci proietta già nel nuovo
anno con le eventuali minacce che il Giubileo 2025 innesca come derivazione dei
conflitti sia nel Mediterraneo che nella instabilità del Sahel. In chiusura, in
Scenari, Regioni, Quadranti, tre carte commentate in merito ai rapporti tra
Cina e Russia, ed alla presenza di questa in Africa. Le rubriche di chiusura
rispecchiano la tradizione della Rivista. Infine da notare che, come
conclusione dei 10 anni del CESVAM (25 settembre 2014 -25 settembre 2024) la II
e la III Pagina di Copertina della Rivista riporta la Presenza del CESVAM in
Rete e l’elenco delle pubblicazioni attivate. Un augurio migliore per questa
data anniversaria non ci si poteva aspettare.
(massimo coltrinari,
direttore del CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare)
I
Pagina di Copertina. “Medaglia del
Decennale della Fine della Prima Guerra Mondiale (1928).Opera dello scultore
Aurelio Mistruzzi, reca l’immagine di
“Roma communis Patria” e nel verso, l’apoteosi glorificatrice del Milite Ignoto
In base ad un accordo con la S.I.A.M. 8Societa
Italina per l’Arte della Medaglia riservò integralmente tutti gli utili della
vendita di detta Medaglia a favore dell’Istituto del Nastro Azzirro.
IV
di Copertina: I Libri del Nastro Azzurro.
venerdì 28 febbraio 2025
LE FORZE PER OPERAZIONI SPECIALI ITALIANE V Parte
LE FORZE PER
OPERAZIONI SPECIALI ITALIANE: TRA GLOBAL
SOF NETWORK E NATO
Michele Taufer (2011) Continua
LE LINEE GUIDA PER IL FUTURO STRUMENTO MILITARE ITALIANO
Il 20 giugno 2014 il ministero della Difesa rilasciò il
documento intitolato “Linee guida per il
libro Bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa”: consistente in
un’analisi preliminare finalizzata alla raccolta e alla valutazione degli
elementi necessari alla stesura del “Libro
Bianco” vero e proprio. Dal documento, così come da quanto emerso dal “Convegno Nazionale sulla Sicurezza e la
Difesa”, si evincono gli attuali trend dello scenario internazionale: uno
scenario caratterizzato da continui cambiamenti e da una serie di minacce alla
sicurezza di tipo multidimensionale in grado di trascendere quindi i confini
nazionali. Occorre quindi sviluppare un approccio complessivo ed altrettanto
multidimensionale per poter fronteggiare efficacemente le sfide alla sicurezza
poste dal sistema. Inoltre viene altresì notato come risulti fondamentale
comprendere anche la particolare natura politica degli attuali conflitti
caratterizzanti la dimensione transnazionale.[1] Lo strumento militare che
verrà delineato dal Libro Bianco dovrà quindi essere Interforze,
Internazionale, Interoperabile, Efficace, Efficiente ed Economico (I3E3) così
da poter affrontare sia ostilità di tipo asimmetrico che le più tradizionali
forme simmetriche di conflitto, anche ad alta intensità. Riguardo alle forze
opponenti è da attendersi che in futuro queste ricorreranno a forme di contrasto
non convenzionali anche sfruttando domini nuovi o tentando di coinvolgere sia
in maniera attiva che in maniera passiva le stesse popolazioni civili. Un
ambiente all’interno del quale le Forze Armate nazionali dovranno essere pronte
ad operare garantendo la protezione delle stesse e l’affermazione delle realtà
locali supportate. Gli obiettivi operativi delle Forze Armate diventeranno
sempre più complessi e sofisticati andando ben oltre la semplice
neutralizzazione cinetica della minaccia. La protezione e la tutela delle
popolazioni, lo sviluppo ed il sostegno delle realtà politiche locali saranno
svolte in concerto con le altre Istituzioni repubblicane e tendenzialmente in
un’ottica di partnership internazionale/sovranazionale: il mantenimento di un network
relazionale con queste entità amiche ed alleate risulterà fondamentale per il
conseguimento degli obiettivi strategici nazionali. Accanto a queste forme
“ibride” non verrà altresì tralasciata la possibilità di una minaccia militare
di tipo convenzionale il cui contrasto è in linea con l’assolvimento degli
impegni derivanti dalla difesa della Patria, della difesa comune europea e
quella integrata della NATO. Lo strumento derivante dovrà quindi assicurare:
·
L’integrità
territoriale e gli interessi vitali nazionali;
·
Il successo delle
operazioni in corso e le eventuali future esigenze di partecipazione
internazionale;
·
Una funzione di
deterrenza e di prevenzione di futuri conflitti in seno alle alleanze
costituite;
·
Un contributo al
concetto di risposta multidimensionale alle emergenze nazionali ed alle crisi
internazionali.[2]
E’ proprio attraverso la lente offerta da questi quattro output
auspicati dalle “Linee Guida del Libro
Bianco della Difesa” che si può provare ad osservare la dottrina nazionale
riguardante le operazioni affidate al COFS.
[1] Ministero
della Difesa, Convegno Nazionale sulla
Sicurezza Internazionale e la Difesa Relazioni dei partecipanti, Roma,
2014, pag 40. www.difesa.it/News/Documents/Convegno%20Nazionale%20Sic.%20e%20Difesa%20-%20Relazioni.pdf
[2] Ministero della Difesa, Linee Guida del Libro Bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa,
Roma, 20/06/2014, pag 7,8. www.difesa.it/News/Documents/Linee%20Guida.pdf,.
